


Nel corso delle interviste fatte durante la Seismic Academy, proponiamo oggi l’intervista al professor André Fliatrault, professore di ingegneria civile nello State University of New York at Buffalo in Buffalo, NY, USA e professore in ingegneria strutturale presso la scuola universitaria superior IUSS di Pavia. È stato ricercatore per 29 anni ed ha focalizzato la sua attività su test sismici, analisi e progettazione di elementi strutturali e non strutturali, attualmente presidente fondatore della International Association for the Seismic Performance Of Non-Structural-Elements (SPONSE).
Abbiamo chiesto lui un parere sulla progettazione degli elementi non strutturali
Guarda il video dell'intervista
Professore, durante questa Seismic Academy ha presentato il comportamento prestazionale degli elementi non strutturali. Ci può spiegare perché è così importante per una corretta progettazione sismica?
La progettazione prestazionale nel mondo dell’ingegneria sismica è stata adottata negli ultimi 20 anni focalizzandosi maggiormente sulla risposta delle strutture (gli elementi strutturali). Ma quando parliamo di progettazione prestazionale e vogliamo che un edificio resti funzionale dopo un evento sismico, non possiamo solo guardare alla struttura, perché la maggior parte degli investimenti in una costruzione sono gli elementi non strutturali. Prendiamo un ospedale, per esempio, il maggiore investimento in un ospedale non è nella struttura, ma negli impianti e nelle apparecchiature medicali. Quando si fa una progettazione basata sulle prestazioni è molto importante includere gli elementi non strutturali.
Quindi, se vogliamo veramente fare una progettazione basata sulle prestazioni, dobbiamo includere la prestazione degli elementi non strutturali. Questo è totalmente nuovo nel nostro campo che rappresenta la nuova frontiera dell’ingegneria sismica, dove ci dobbiamo focalizzare prima sulla struttura e dopo sugli elementi non strutturali

Quali sono i maggiori vantaggi della progettazione sismica basata sulle prestazioni degli elementi non strutturali?
Bene, a questa Seismic Academy, quello che abbiamo presentato è una nuova procedura per la progettazione degli elementi non strutturali con particolare attenzione agli spostamenti. Guardando infatti, alla maggior parte dei danni degli elementi non strutturali, sono sempre correlati ad eccessivi spostamenti degli elementi non strutturali rispetto agli elementi di supporto. Al momento, le nostre regole tecniche e normative non considerano direttamente o utilizzano gli spostamenti come elemento di attenzione della progettazione. Quindi quello che abbiamo presentato è una nuova procedura che essenzialmente focalizza la progettazione sugli spostamenti degli elementi non strutturali rispetto alla struttura di supporto di questi.

Ci può lasciare un suo parere su cosa manca oggi per poter avere più attenzione sulla corretta progettazione sismica degli elementi non strutturali?
La progettazione sismica degli elementi non strutturali sta diventando sempre più importante in tutto il mondo, è la nuova frontiera nel campo della progettazione sismica. Ci siamo focalizzati tanto sulla risposta degli elementi strutturali, ora, penso che la comunità ingegneristica è abbastanza esperta nella progettazione di edifici nuovi per resistere ad eventi sismici in maniera abbastanza efficace. Il prossimo passo è di assicurarsi che tutti i componenti che fanno funzionare l’edificio (e quindi gli elementi non strutturali) raggiungono lo stesso livello di attenzione e performance.
Secondo me, quello che è necessario sono due aspetti:
Il primo, è l’educazione. Credo che se davvero vogliamo arrivare ad una corretta progettazione sismica degli elementi non strutturali abbiamo bisogno di corsi ufficiali su questo tema. Questo è difficile perché ci sono svariati elementi non strutturali in un edificio, con caratteristiche e comportamenti diversi ed infine diverse linee guida per ognuno di essi. Quindi è un compito molto difficile. Ma credo che le università possono sviluppare corsi di specializzazione. Penso infatti che oggi ci sia la mancanza di un campo professionale, che potremmo chiamare “coordinatore degli elementi non strutturali”. Una figura che ha le conoscenze di coordinare tutte le informazioni: come deve essere fatta la progettazione, come devono essere installati i componenti per resistere ad eventi sismici.
Il secondo punto è che abbiamo un bisogno urgente di fare lo stesso tipo di lavoro che è stato fatto per gli elementi strutturali negli ultimi cento anni. Dovremmo quindi applicare le stesse tecniche per gli elementi non strutturali. Cosa intendo con questo? Dobbiamo fare ricerche sperimentali sulle performance degli elementi non strutturali (e HILTI ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni in questa direzione), e successivamente sviluppare la modellazione numerica per predire la risposta degli elementi non strutturali sottoposti ai moti che le strutture subiscono durante un sisma. Quindi, se per gli elementi non strutturali facessimo lo stesso tipo di ricerche scientifiche che negli ultimi cento anni sono state fatte per gli elementi strutturali potremmo arrivare allo sviluppo dello stesso tipo di informazione che condurrà a linee guida, standard e normative che sono oggi basate su osservazioni aneddotiche avvenute durante diversi terremoti.
Ringraziamo il professor André Filiatrault per l’intervista e per il suo contributo alla Seismic Academy.
Guarda i video di tutti gli interventi della seismic academy e il video dell'evento