


Gli elementi non strutturali iniziano ad assumere sempre maggiore importanza nelle attuali normative, ma bisogna sensibilizzare il cittadino che siamo in un territorio ad elevato rischio sismico. Sono i due punti cardine e i messaggi principali dell’intervento del prof. Paolo Riva alla VI Seismic Academy.
Abbiamo avuto occasione di intervistare il professor Riva, professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’università degli Studi di Bergamo autore e co-autore di oltre 150 articoli su riviste scientifiche internazionali.
Il video completo dell’intervista
Professore, quali sono le principali novità introdotte dalle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni per elementi non strutturali ed impianti?
Innanzitutto sono state chiarite le responsabilità dal punto di vista di chi deve fare i calcoli dal punto di vista della progettazione degli elementi non strutturali, cosa che non era altrettanto chiara in precedenza, questo da un punto di vista strettamente legislativo. Dal punto di vista operativo, non viene chiarito in norma un metodo di calcolo specifico, in realtà nella circolare che dovrebbe uscire ne vengono indicati diversi e si deduce che le azioni sugli elementi non strutturali possono essere significativamente superiori a quanto fosse con formulazioni precedenti. Quindi direi da un lato le responsabilità dall’altro metodi di calcolo più evoluti che portano a stima di azioni significativamente diverse.

Visti i danni provocati dagli ultimi eventi sismici, gli elementi non strutturali iniziano ad acquisire sempre maggiore rilevanza. Pensa che le nuove NTC attiveranno l’attenzione verso la corretta progettazione degli elementi non strutturali?
Questo è auspicabile perché se noi andiamo a guardare i danni del terremoto, i danni ad elementi non strutturali arrivano fino all’80% del valore totale dei danni. Cioè i danni ad elementi strutturali contano per una percentuale variabile tra il 20 massimo il 40% dei danni.
Quindi evidentemente sono gli elementi non strutturali quelli che incidono di più dal punto di vista del portafoglio anche se non necessariamente sono quelli che incidono di più dal punto di vista della sicurezza. Se andiamo a vedere questioni legate al rischio, viceversa, diventano elementi assolutamente preponderanti.
Pertanto, cosi come già fatto nel Sisma Bonus è probabile che l’attenzione verso gli elementi non strutturali tenderà ad aumentare.
Ci può lasciare un suo parere sulla odierna cultura sismica presente in Italia? A che punto siamo?
Stiamo lentamente crescendo. Il problema vero è che manca la consapevolezza. Il cittadino prende coscienza del terremoto solo quando il terremoto avviene, quindi manca la consapevolezza di vivere in un territorio sismico anche perché non si vede il cittadino farsi attore di azioni di mitigazione del rischio sismico.
Dal punto di vista della questione tecnica, il livello sta molto rapidamente crescendo. Dal punto di vista della cultura scientifica l’Italia è al top mondiale della cultura scientifica ma dal punto di vista della consapevolezza c’è ancora molta strada da fare.
Ringraziamo il professor Paolo Riva per l’intervista e per il suo contributo alla Seismic Academy.
Guarda i video di tutti gli interventi della seismic academy e il video dell'evento