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Posted by Donato Grecoover 7 years ago

EUROCODICE 8,PROF. RAFFAELE LANDOLFO,EC 8,STRUTTURE IN ACCIAIO LEGGERO,STRUTTURE PREFABBRICATE SISMICHE

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Nel corso delle interviste fatte durante la Seismic Academy, proponiamo oggi l’intervista al professor Raffaele Landolfo, professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” dal 2013 Presidente dell’European Convention for Construction Steelwork (ECCS) e Chairman del Technical Commitee n.13 – Seismic Design (EC8).
 
Il video completo dell’intervista
 
Professore, durante questa Seismic Academy ha parlato del comportamento sismico di strutture leggere in acciaio. Ci può spiegare brevemente perché l’acciaio ha un buon comportamento in caso di azioni sismiche?

L’acciaio, come del resto tutti i materiali, se adoperato in maniera corretta in base all’applicazione può dare ottimi risultati quindi può essere idoneo a costruire delle costruzioni antisismiche. Nello specifico, le sue proprietà meccaniche in termini di resistenza e duttilità lo rendono particolarmente idoneo per applicazioni sismiche. La resistenza, e in particolare il rapporto tra la resistenza e il peso, può condurre a delle soluzioni strutturali molto leggere e quindi condurre ad una progettazione che sfrutta la leggerezza come strategia di mitigazione del rischio sismico e dall’altra parte la duttilità. La capacità dell’acciaio di deformarsi in campo plastico e di dissipare energia, apre la porta ad un’altra strategia di progettazione che si basa sulla dissipazione plastica. Grazie all’acciaio entrambe le strategie possono essere adoperate in maniera conveniente e quindi portare a delle strutture sismo resistenti molto apprezzabili


Da anni l’università Federico II svolge una ricerca sulle costruzioni in acciaio leggero, ci può spiegare l’obiettivo principale dello studio di ricerca e quali sono stati i risultati raggiunti?
Nel nostro dipartimento da anni siamo molto impegnati nella ricerca in generale del comportamento sismico delle strutture in acciaio. E come le dicevo questo riguarda sia il filone delle strutture in acciaio tradizionali, quindi quelle che si basano su una progettazione di tipo dissipativo e abbiamo in corso notevoli progetti di ricerca che studiano il comportamento di collegamenti, membrature, strutture sismo resistenti e così via. E poi, parallelamente negli ultimi anni ci siamo molto focalizzati su questo comportamento di strutture leggere in acciaio, che si progettano in maniera tale da rimanere in campo elastico e, come le dicevo, in base ad una strategia completamente diversa. Queste attività trovano riscontro sia in progetti di ricerca ma sia in quella che è detta la terza missione dell’università. Cioè con un rapporto continuo con le aziende e soprattutto nel campo delle strutture leggere, negli ultimi anni abbiamo avuto molti progetti di ricerca che sono supportati da aziende private che vogliono trasferire nelle loro attività i risulti delle nostre ricerche. Una ricerca che noi conduciamo, integrando e combinando gli aspetti teorici numerici con l’evidenza sperimentale che rappresenta l’elemento che consente di validare le nostre ricerche.
 
Ci può lasciare un suo parere sulla odierna cultura sismica presente in Italia? A che punto siamo?
E’ stato un evento molto interessante, con relatori di primo piano. Credo che, anche dalle relazioni che abbiamo visto, posso dire che in Italia dal punto di vista tecnico si è superato quel gap che avevamo 15-20 anni fa. Ormai abbiamo un quadro normativo consolidato e anche le strategie di progetto sono conosciute bene anche dal professionista alle prime armi grazie alla formazione universitaria e post universitaria. Quindi dal punto di vista tecnico, nonostante la ricerca di affinamenti e miglioramenti delle normative sia un processo continuo e attualmente è in corso una revisione degli eurocodici che rapprentano delle norme di riferimento nel nostro campo. (di seguito i riferimenti normativi presentati dal professore durante la presentazione)


Credo che il passo successivo è aumentare la consapevolezza dei cittadini, cioè da un lato investire in sicurezza e far passare il messaggio che i terremoti ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Per l’aspetto tecnico, credo invece che sarà sempre più importante una progettazione che non miri soltanto a quello che per noi resta sempre l’obiettivo primario, cioè di salvaguardare la vita umana però oggi c’è la consapevolezza tecnica, che in realtà è un grosso problema dal punto di vista economico, è la riduzione dei danni che si possono verificare a seguito di eventi meno forti ma più frequenti. E quindi una progettazione che pensa anche alla riparabilità e limitazione del danno è una progettazione sempre più ottimale per il futuro.
 
Ringraziamo il professor Raffaele Landolfo per l’intervista e per il suo contributo alla seismic academy. 

Guarda i video di tutti gli interventi della seismic academy e il video dell'evento

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