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Posted by Bartolomeo Malderaover 1 year ago

PROFIS Engineering

RE500V3,ESEMPIO DI CALCOLO,piastra,sismico

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Gli ancoraggi post-installati vengono spesso utilizzati per interventi su strutture esistenti, ma possono rappresentare una valida soluzione anche per le nuove costruzioni, in alternativa a soluzioni di ancoraggio gettate in opera: flessibilità – in caso di modifiche in corso d’opera, è possibile adattare il numero e disposizione degli ancoranti; compensa gli “errori” – le strutture in acciaio hanno tolleranze molto restrittive, dell’ordine del millimetro. L’ancorante può essere installato anche successivamente al posizionamento della piastra, mediante un fissaggio cosiddetto “passante”; sicurezza e accessibilità del cantiere – assenza di ferri di attesa durante le fasi di getto, pericolosi per gli operatori.

Pre-selezioniamo l’ancorante!


Come scegliere la corretta soluzione di fissaggio? Oltre all’aspetto normativo, ci sono tre punti da considerare. Lo vediamo applicato al caso di una nuova struttura in acciaio monopiano, da installarsi a basse temperature, ipotizzando l’utilizzo di un ancorante chimico (per una maggiore flessibilità nella scelta della profondità di installazione):

  • la natura dei carichi. Per strutture ordinarie sono solitamente dimensionati i carichi statici gravitazionali e al sisma, e di conseguenza si deve far riferimento i metodi di calcolo definiti dall’EOTA TR029 (carichi statici e quasi-statici) e EOTA TR045 (carichi sismici);
  • il livello di protezione alla corrosione richiesto. Nel caso di un fissaggio in ambiente interno e asciutto, non sottoposto ad agenti aggressivi, è solitamente sufficiente utilizzare barre al carbonio zincate a freddo;
  • le temperature di installazione. La temperatura di installazione può condizionare fortemente la scelta della soluzione, infatti non tutti i sistemi di ancoraggio possono essere installati in temperature inferiori a 0°.


Sulla base di questi tre aspetti, si sceglie l’ancorante sismico a base epossidica HIT-RE 500 V3, installabile a temperature fino a -5° C, con Marcatura CE e ETA C2 per carichi sismici con barre filettate metriche AM 8.8 zincate a freddo.

Il calcolo con il Software PROFIS Engineering.

Scelto il sistema di ancoraggio, è necessario procedere con il calcolo per determinare la configurazione del fissaggio (disposizione, profondità, dimensione) da realizzarsi, utilizzando il Sofware PROFIS Engineering.

Si considerano le due combinazioni di carico SLU (combinazione allo Stato Limite Ultimo per carichi statici) e SLV (Combinazione Sismica allo Stato Limite di Salvaguardia della Vita).

Combinazioni di calcolo importante nel Software, mediante un copia-incolla da un foglio di calcolo excel.


Il plinto di fondazione è in calcestruzzo Classe C30/37, di dimensioni in pianta 120×120 cm e altezza 60 cm, e una piastra di dimensioni 500x500x20 mm (progettata con opportuni irrigidimenti). Lo spazio anulare tra piastra e ancorante si considera riempito con il sistema Seismic Set, per aumentare la resistenza a taglio dell’ancorante nella condizione sismica (la prevenzione del martellamento piastra-tassello mediante riempimento consente infatti di raddoppiare la resistenza a taglio del fissaggio).


Modellazione del sistema di ancoraggio nella combinazione sismica.

La verifica risulta ottimizzata con 4 ancoranti di profondità pari a 311 mm (arrotondata a 320 mm per semplicità). La verifica più critica è quella sismica, dove risulta dimensionante la modalità di rottura combinata per sfilamento del tassello per il carico a trazione e momento flettente (80% di utilizzo) e la rottura del bordo di calcestruzzo per i carichi a taglio (19%).

La corretta indicazione negli elaborati di progetto

Eseguito il calcolo, è importante trasferire tutte le informazioni negli elaborati di progetto, specificando i sistemi utilizzati al fine di garantire la corretta esecuzione del fissaggio. Oltre ai dettagli legati all’ancorante (materiali, geometrie, etc.) è necessario indicare la metodologia di esecuzione e di pulizia del foro con riferimento alla Valutazione ETA del prodotto.



E' possibile analizzare in dettaglio l'applicazione attraverso il Software PROFIS Engineering.

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