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Posted by Donato Grecoover 1 year ago

Quando fare (e non fare) prove in cantiere

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Quando progettiamo interventi su edifici esistenti conosciamo alla perfezione i nuovi prodotti da installare, ma abbiamo spesso scarsa conoscenza del materiale su cui ci installiamo. In queste applicazioni l’ancoraggio è (in molti casi) il dettaglio costruttivo più difficile da definire e ispezionare.

Potrebbe essere diversamente? Il fissaggio è chiamato a collegare due materiali distinti, realizzati in momenti differenti e per trasferire (probabilmente) le massime sollecitazioni che si riscontrano nell’applicazione. Le prove di trazione in cantiere diventano essenziali per assicurarsi che il sistema scelto per il fissaggio sia sufficientemente resistente e mostri un comportamento prevedibile sotto carico.


Quando fare (e non fare) le prove: i riferimenti tecnici

Le linee guida ETAG 029 consentono di qualificare i sistemi di ancoraggio su muratura, a seconda della tipologia del materiale (composizione, resistenza e dimensioni dei blocchi) e delle condizioni di installazione (per esempio, profondità e diametro dell’ancoraggio). Osservando le indicazioni delle linee guida, l’ancorante può ottenere la Valutazione ETA per fissaggi su muratura.

Se l’applicazione che stiamo studiando rientra tra i casi riportati nell’ETA dell’ancorante, è possibile trovare all’interno del documento stesso sufficienti informazioni per determinare la resistenza del fissaggio: non è quindi necessario effettuare delle prove di trazione in cantiere per determinare la resistenza (le prove possono essere utili per verificare la qualità dell’installazione, di cui parleremo più avanti).

Le prove diventano fondamentali se il fissaggio deve essere realizzato su un materiale non coperto dall’ETA, situazione ricorrente negli interventi su edifici esistenti in muratura o pietra naturale. In questo caso è possibile far riferimento alle raccomandazioni delle linee guida British Standard BS 8539 “Pratica per la Selezione e l’installazione di ancoraggi post-installati su calcestruzzo e muratura”.


Prove di trazione di un ancorante installato su pietra leccese di un edificio storico.


Quante prove effettuare e con quale carico?

Le linee guida suggeriscono un approccio semplificato per valutare se l’ancorante è in grado di sostenere il carico desiderato.

E’ necessario testare almeno 5 punti di fissaggio con un carico di prova pari a 3 volte (5 volte per ancoranti in nylon) il carico caratteristico agente (Nsk). Se nessuno degli ancoranti mostra cedimenti o deformazioni eccessive, la capacità dell’ancorante è sufficiente per il caso considerato.

Vediamo un esempio:

  1. assumiamo che la forza di trazione agente (non amplificata per i coefficienti parziali dei carichi) sia pari a Nsk = 5 kN
  2. se stiamo utilizzando un ancorante chimico per muratura, testiamo 5 ancoranti per un carico pari Ntest = 5 x 3 = 15 kN
  3. Se nessuno degli ancoranti mostra cedimenti o deformazioni eccessive per l’applicazione, si può assumere che il carico ammissibile sia pari a Nraccomandato = Nsk = 5 kN.

Una nota importante: gli ancoranti testati non possono essere utilizzati per il fissaggio dell’applicazione, ma solo come tasselli di prova.

Devi scegliere un ancorante per una tua applicazione e hai bisogno di un consiglio? Lascia un commento, visita il nostro sito per maggiori informazioni sulle prove di trazione in situ o scopri di più in questo video.



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