
Rinforzo delle strutture dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Calice al Cornoviglio

Nel Comune di Calice al Cornoviglio, in provincia di La Spezia, sono in corso i lavori per la realizzazione di un nuovo ospedale psichiatrico giudiziario. Il progetto di ristrutturazione vede il recupero delle strutture precedentemente adibite a collegio del comune.
Come molti edifici in Italia costruiti prima dell’entrata in vigore della normativa sismica del 1974, le indagini diagnostiche e lo studio della vulnerabilità sismica hanno evidenziato la necessità di interventi di rinforzo per il miglioramento sismico dell’edificio in funzione della nuova destinazione d’uso.
Infatti, per la struttura in esame, nonostante la buona resistenza del calcestruzzo riscontrata nelle indagini, i dettagli costruttivi hanno mostrato delle criticità: l’armatura longitudinale e le staffe nei pilastri e nelle travi sono risultate inadeguate per le azioni di progetto considerate nella verifica di vulnerabilità sismica.
Descriviamo uno degli interventi progettati dall’ing. Giampaolo Munafò dello Studio BST Ingegneria srl di Livorno e realizzati dalla Società B.P. Benassi srl, nota azienda toscana operante nel settore delle costruzioni metalliche, con sede nella provincia di Massa Carrara.
Il placcaggio mediante ancoranti post-installati: i vantaggi nell’utilizzo di ancoranti meccanici a vite
Per il rinforzo delle travi è stato scelto di realizzare il placcaggio degli elementi stessi con piatti di acciaio, al fine di aumentarne la resistenza a taglio e flessione ed il rapporto acciaio/calcestruzzo.
L’intervento, che prevedeva inizialmente il fissaggio dei piatti mediante barre passanti, è stato modificando scegliendo una diversa tecnologia: il collegamento con tasselli meccanici a vite HUS-3.
La decisione di utilizzare ancoranti post-installati come alternativa al fissaggio passante ha permesso di velocizzare e facilitare la fase di messa in opera, aumentando la precisione dell’intervento, grazie alla riduzione della profondità delle perforazioni. Oltre alla maggiore efficacia realizzativa, tale scelta ha consentito di ridurre al minimo l’invasività del rinforzo e di mitigare il rischio di danneggiamento delle armature esistenti.
L’ancoraggio a vite consente di ottimizzare sensibilmente i tempi di installazione rispetto ad altre tipologie di ancoranti meccanici, eliminando la fase di inserimento del tassello nel foro (che, nel caso di ancoranti ad espansione, avviene generalmente mediante battitura dell’elemento stesso): la posa dell’ancorante a vite in questo caso si realizza simultaneamente alla fase di serraggio con l’utilizzo di un avvitatore ad impulsi.
La conformità dell’applicazione: la qualifica dell’ancorante ed il calcolo sismico.
La conformità del sistema all’applicazione è stato l’aspetto principale considerato nella scelta dell’ancorante: grazie alla Marcatura CE e la Valutazione ETA nella categoria sismica C2, richiesta per applicazioni strutturali, l’ancorante a vite è risultato idoneo per essere utilizzato nell’intervento.
Per il calcolo del tassello è stato utilizzato il Software PROFIS Anchor, che ha consentito la verifica sismica del fissaggio.
Si ringraziano lo Studio BST Ingegneria srl e la Società B.P. Benassi srl per la gentile concessione, l’ing. Emanuele Risdonne e l’ing. Fjordi Memaj per il loro contributo.