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Posted by Donato Grecoover 7 years ago

NTC2018,rischio sismico,sismabonus

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Lo scorso 3 ottobre, presso Villa Miani a Roma si è tenuta la VI edizione della Seismic Academy. Abbiamo raccolto alcune interviste e testimonianze che verranno proposte nelle prossime settimane.

La prima intervista la dedichiamo alle nuove NTC al sisma bonus e al compromesso tra sicurezza e rischio. Questi sono i temi che hanno caratterizzato la presentazione del professor Braga, docente di Tecnica delle costruzioni all’Università La Sapienza e presidente di Anidis (Associazione nazionale Italiana di Ingegneria Sismica).

Guarda il video completo dell’intervista (link) e il video ufficiale dell'evento (link)


Professore, ci può lasciare un commento sulle attuali NTC 2018 rispetto alla progettazione di edifici esistenti?
La novità di queste norme rispetto alle precedenti è che, per la prima volta, il concetto di rischio affianca il concetto di sicurezza e quindi si ammettono per l’esistente livelli di sicurezza inferiori a quelli ammessi per il nuovo. Questo perché c’è la consapevolezza che il rischio per ragioni economiche non può essere risolto trattando l’esistente come trattiamo il nuovo. Per affrontare il problema del rischio bisogna ammettere delle riduzioni. Quindi lo “slogan” sarebbe: meno rischio per tutti invece che più sicurezza per pochi

L’anno scorso è stata emessa una linea guida per la classificazione del rischio sismico, che deriva da un documento della quale lei era parte della commissione. Pensa che questa stia innescando un meccanismo positivo verso la prevenzione sismica?
La linea guida sicuramente facilita in questa direzione. Il problema è che tutto il decreto è pensato per favorire l’intervento dei privati. Purtroppo, i privati non hanno le risorse necessarie per intervenire e quindi nonostante le idee stanno transitando e trovano una buona risposta, gli interventi non seguono per problemi finanziari. Nel momento in cui si creasse, in qualche modo, una linea di credito che consentisse di affrontare il problema, sono convinto che il problema verrebbe affrontato e risolto. In sostanza i privati si occuperebbero della propria casa riducendo quindi il rischio sismico.

Il 3 Ottobre è stato relatore della VI edizione della Seismic Academy. Ci può lasciare un suo parere sull’odierna cultura sismica presente in Italia?
In termini ideali la cultura sismica in Italia è allineata ai massimi livelli mondiali, non abbiamo nulla da invidiare a paesi come il Giappone o agli Stati uniti o alla nuova Zelanda, in termini operativi c’è ancora molto da fare. Siamo quindi perfettamente in grado di valutare la vulnerabilità sismica di questa costruzione, ma quando ci troviamo in una costruzione privata però ne prendiamo atto, ma non siamo in grado di intervenire perché non abbiamo il denaro necessario


Ringraziamo il professor Franco Braga per l’intervista e per il suo contributo alla seismic academy. Guarda tutte le presentazioni a questo (link)

Vedi il video dell’intervista e continua a leggere tutti gli articoli

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