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Posted by Riccardo Figoliover 1 year ago

L’importanza di avere un chiaro quadro normativo

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Per quelle volte in cui non sono state previsti ferri di ripresa gettati in opera per collegare due elementi in calcestruzzo, non ci sono alternative all’utilizzo di resine ad iniezione o malte. A prima vista sembrano essere tecnologie simili, corretto? In realtà queste due tecnologie sono ben lontane dall’essere assimilabile per una serie di motivi.

Si possono confrontare le due tecnologie sotto più punti di vista come quello normativo, di produttività e di affidabilità. Una piccola anticipazione: le resine ad iniezione sono migliorative in tutti questi aspetti.

Approfondiamo il tema comparandole inizialmente in merito al quadro normativo.

Prima di iniziare è importante chiarire alcuni punti. Quando si parla di malte, facciamo riferimento a prodotti pre-dosati bi-componente che necessitano di essere mescolati (manualmente o utilizzando un attrezzo a rotazione) da un operatore. I due componenti sono generalmente contenuti all’interno di lattine e dopo essere mescolati, la malta viene versata all'interno del foro utilizzando la tecnica “dip-and-stick”. 

Esempio di mescolamento e tecnica dip-and-stick di una malta bi-componente


Parlando di sistemi ad iniezione, facciamo ancora riferimento a prodotti bi-componenti in cartucce pre-dosate (come ad esempio HIT-RE 500 V3 e HIT-HY 200-R). Questa volta però il mescolamento viene fatto da un dispenser utilizzato anche per iniettare il prodotto all’interno del foro. 

Esempio di mescolamento tramite dispenser ed iniezione


L’importanza di un processo di qualifica per una malta ad iniezione: certificazione ETA

Quando si ha a che fare con la progettazione di un’applicazione impegnativa e rilevante in termini di sicurezza, ci sono due principali fattori da considerare: prima di tutto individuare le azioni sollecitanti. In secondo luogo, è necessario fare un’opportuna progettazione e verificare che la resistenza sia maggiore, o uguale, all'azione agente.

Per essere in sicurezza e in linea con gli standard internazionali utilizzati per il dimensionamento dell’intera struttura, le applicazioni di riprese di getto post-installate dovrebbero essere progettate tramite una tecnologia interamente coperta da questi standard. I sistemi ad iniezione, approvati da enti terzi, sono adatti per progettare le connessioni calcestruzzo-calcestruzzo in accordo all’Eurocodice. Inoltre è importante assicurarsi che il prodotto sia coperto da certificazioni sismiche o al fuoco se richiesto dall’applicazione.

Quando invece bisogna collegare con malta due elementi in calcestruzzo, non è possibile utilizzare un codice di calcolo come avviene per i sistemi ad iniezione.

Immagina di dimensionare una connessione calcestruzzo-calcestruzzo, ad esempio soletta a parete. Dimensionerai la struttura e l’armatura secondo l’Eurocodice. Potresti trovare una malta che ad esempio è stata testata solamente per il riempimento delle fessure, ma il sistema non è stato qualificato per le connessioni di elementi in calcestruzzo. Per questo prodotto potresti trovare anche delle tensioni di aderenza all’interno della scheda tecnica. Ma, senza un esatto valore di aderenza preso da una certificazione (come una ETA), come puoi sapere che la progettazione o l’installazione fatta con malta resisterà durante l’esercizio della struttura?

La risposta è semplice: non puoi saperlo. Cercando di riassumere, vediamo quali sono i punti da considerare nella selezione del prodotto:




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