SICUREZZA AL FUOCO DELLE FACCIATE: DALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO ALL’INDIVIDUAZIONE DELLE SOLUZIONI
L’evoluzione delle facciate, tra cappotti termici, facciate ventilate e sistemi fotovoltaici, richiede una crescente attenzione alla sicurezza antincendio. L’articolo approfondisce i criteri per la valutazione del rischio incendio delle facciate e illustra come l’analisi delle soluzioni costruttive possa contribuire a limitare la propagazione del fuoco e a garantire edifici più sicuri.

CRITERI TECNICI PER UNA PROGETTAZIONE PIU' SICURA
In questi ultimi anni, a seguito di richieste sempre più stringenti di performance energetiche, acustiche e termiche, il panorama edilizio nazionale ha subito un profondo cambiamento nel modo di realizzare e riqualificare la facciate degli edifici ad uso civile.
L’introduzione di cappotti isolanti, facciate verdi, facciate ventilate e di sistemi fotovoltaici in facciata, molte volte combinati tra di loro, introducono delle ulteriori fonti di pericolo in caso di incendio non sempre codificabili in regole prescrittive o in soluzioni standard predefinite.
È doveroso precisare di come storicamente si è sempre utilizzato materiali combustibili in facciata; basti pensare alle tende, avvolgibili, persiane, ecc. presenti su ogni immobile, o di come sia consueto prevedere lo stoccaggio di materiali combustibile in facciata come arredi, fiorire, piante, ecc. il cui utilizzo non viene percepito come una possibile fonte rischio.
Fig.1 - Immagini estratte da EFFECT: External Façade Fire Evaluation and Comparison Tool NFPA’s online tool based on methodology developed by Arup User's Guide (feb. 2018) https://www.nfpa.org/education-and-research/building-and-life-safety/code-requirements-for-exterior-walls-containing-combustible-components
A fronte di tale consueto e inevitabile utilizzo di tali fonti di pericolo, siano esse tradizionali (es. oscuranti, ecc.) che di nuova concezione (facciata ventilata, cappotti termici, pannelli fotovoltaici, ecc), al fine di garantire un’adeguata soglia di sicurezza in caso di incendio è necessario eseguire un’attenta analisi del rischio per evitare che la facciata e gli elementi in essa contenuti possano essere un veicolo per la propagazione di un eventuale incendio con il conseguente rischio per le vite umane (occupanti e soccorritori), per i beni e per l’ambiente.
L’attuale panorama normativo nazionale, partendo dalla linea Guida per la sicurezza al fuoco delle facciate, passando per la RTV 13 fino ad arrivare alla più recente Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaicied. 2025, sono dei validi strumenti, ma proprio per la molteplicità delle situazioni e delle possibili casistiche, le soluzioni conformi in esse contenute possono non essere sufficienti per garantire un adeguato livello di sicurezza.
Ne è di conferma come tali strumenti prevedano la possibilità di identificare delle soluzioni tecniche costruttive definite “alternative” la cui efficacia deve essere associata ad una valutazione e relativa mitigazione del rischio.
Se in termini macroscopici la valutazione del rischio è definibile come un processo sistematico in cui vengono identificati gli eventuali pericoli, associati ad una frequenza di accadimento (definizione delle scenario con relativa frequenza) correlati ai conseguenti danni (magnitudo) per poi ricavarne un indice di rischio, tale valutazione per la sicurezza al fuoco delle facciate è di difficile attuazione e non vi è una metodologia univoca codificata o validata in ambino nazionale o scientifico.
Si citano come esempi non esaustivi le metodologie di valutazione del rischio riportate nei tolls “Exterior Facade Fire Evaluation & Comparison Tool (EFFECT™)” sviluppato dalla NFPA, quello all’interno della linea Guida Cappotto Sicuro sviluppato da IDM, con la collaborazione dell’Ufficio Prevenzione Incendi dell’agenzia Provinciale della Protezione Civile – Provincia di Bolzano e Casa Klima e la linea guida PAS 9980:2022, Fire risk appraisal of external wall construction and cladding of existing blocks of flats – Code of practice sviluppato con riferimento alle norme inglesi dal BSI.
Analizzando tali documenti, si evince come la valutazione del rischio incendio di una facciata è un procedimento complesso dove concorrono molteplici fattori che vanno dalla più generica identificazione della destinazione d’uso dell’immobile fino alla definizione di soluzioni/dettagli costruttivi.
In modo semplificato per valutare la sicurezza in caso di incendio di una facciata è necessario comprendere quale è il rischio intrinseco iniziale dell’edificio per poi definire se la facciata introduce un ulteriore aggravio di rischio valutando se il rischio globale finale è contenuto al di sotto di predeterminate soglie ammissibili e, pertanto, ritenuto accettabile.
Fig.2 - Estratto linea guida Cappotto Sicuro Come progettare edifici con isolamento a cappotto riducendo il rischio di incendio? Redazione coordinata da IDM Alto Adige progetto Innoalptech (fondo FESR 2014-2020, gestito dalla Provincia di Bolzano) https://www.cappottosicuro.it/
Per comprendere tale concetto si citano come esempio le seguenti casistiche.
Si prenda un ipotetico edificio che a parità di condizioni al contorno (impianti, geometria, ecc.) possa essere adibito ad uffici (occupanti in stato di veglia che conoscono l’immobile) o albergo (occupanti che possono dormire all’interno che non conoscono l’immobile) la stessa possibile soluzione costruttiva di facciata (es. cappotto termico con isolante combustibili o facciata ventilata) può essere considerata sicura nel primo caso o insicura nel secondo, così come lo stesso ipotetico edificio con destinazione d’uso ad albergo con l’aggiunta nella strategia generale dell’immobile di un impianto sprinkler o di specifici accorgimenti costruttivi (es. inserimento di elementi tagliafiamma o barriere incombustibili) la stessa facciata che prima risultava insicura potrebbe risultare sicura.
Oltre a quanto riportato nei documenti sopra citati, che sono dei validi strumenti per i progettisti e per le autorità di controllo per comprendere il rischio di una facciata, si evidenza come per poter eseguire una corretta analisi del rischio è necessario comprendere e conoscere il reale comportamento al fuoco dei materiali ma, soprattutto, delle soluzioni costruttive, le quali possono essere un veicolo di propagazione dell’incendio non sempre predeterminabile.
Un esempio è dato dalle facciate ventilate che introducono un rischio intrinseco dato dall’effetto camino che si sviluppa all’interno della cavità presente in facciata.
Tale effetto fa sì che l’altezza di fiamma in facciata da circa 1 metro, in caso di facciata tradizionale, sia oltre i 6 m in funzione dello spessore dell’intercapedine di ventilazione anche in assenza di materiale combustibile in facciata (isolanti e rivestimento in classe A1).
Fig.3 - Variazione altezza di fiamma in funzione della larghezza della cavità - Estratto tesi COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE FACCIATE VENTILATE – Ing. Mariangela Micunco Politecnico di Milano (https://hdl.handle.net/10589/187934)
Così come l’introduzione di una chiusura della ventilazione posta solo orizzontalmente, fa sì che le fiamme abbiano uno sviluppo orizzontale notevole ridistribuendo longitudinalmente il fronte di fiamma, introducendo un maggior rischio di propagazione orizzontale del fuoco. Si cita come esempio lo studio condotto dall’ing. Ing. Mariangela Micunco che ha evidenziato come una fiamma di larghezza inziale pari a 1,2 m (dimensione classica di una finestra) in presenza di una facciata ventilata con l’interposizione di una chiusura orizzontale sia oltre i 7 m.
Fig.4 - Variazione larghezza di fiamma con presenza di interruzione solo orizzontale della cavità - Estratto tesi COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE FACCIATE VENTILATE – Ing. Mariangela Micunco Politecnico di Milano (https://hdl.handle.net/10589/187934)
Così come lo stesso studio ha verificato come l’introduzione di una chiusura della ventilazione (barriera di cavità) posta sia orizzontalmente che verticalmente, fa sì che le fiamme rimangano confinate in un campo dimensionale predefinito.
Fig.5 - Confinamento di fiamma con presenza di interruzioni orizzontali e verticale della cavità - Estratto tesi COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE FACCIATE VENTILATE – Ing. Mariangela Micunco Politecnico di Milano
Tale condizione permette di suddividere la facciata in campi prestabiliti che circoscrivono l’incendio in zone confinante ritardando e limitando la propagazione delle fiamme al fine di consentire l’intervento delle squadre di soccorso e l’esodo in sicurezza degli occupanti.
Ne consegue che in presenza di facciate ventilate è necessario introdurre tali elementi orizzontali e verticali che possono essere oggetto di una specifica soluzione “alternativa”.
Il mercato offre prodotti specifici che garantiscono tale applicazione in particolare esistono delle soluzioni tecniche genericamente chiamate cavity barrier (barriera di cavità) studiate e valutate sperimentalmente appositamente per tale utilizzo.
Tali elementi si dividono in due sottocategorie:
Cavity barrier di tipo statico, normalmente poste in verticale, che chiudono in modo permanente l’intercapedine
Cavity barrier di tipo reattivo, normalmente poste in orizzontale, che grazie alla presenza di una guarnizione termo-espandente garantiscono la normale ventilazione della facciata in condizioni ordinarie e la chiusura dell’intercapedine in caso di incendio
Hilti propone soluzioni specifiche per entrambe le tipologie di cavity barrier:
CFS-NVB
, barriera non ventilata, progettata per sigillare in modo permanente le cavità verticali dove non è richiesto il passaggio d’aria;
CFS-VB
, barriera ventilata, dotata di materiale intumescente che consente la ventilazione in condizioni normali e garantisce la chiusura automatica dell’intercapedine in caso di incendio.
Fig.6 - Hilti Cavity Barrier CFS-VB/NVB - Intersezione
Entrambe le soluzioni sono testate secondo i principali standard europei e supportate da staffe pre-piegate e sistemi di fissaggio che semplificano l’installazione, riducendo i tempi e minimizzando il rischio di errore. Inoltre, HILTI mette a disposizione un database completo di test antincendio per scenari di installazione complessi, offrendo ai progettisti la certezza di operare in conformità con i requisiti normativi.
Per una panoramica dettagliata sulle soluzioni Hilti per la protezione passiva delle facciate ventilate, ti invitiamo a consultare l’articolo tecnico dedicato: Protezione passiva antincendio per sistemi di facciata ventilata.
Il presente articolo è disponibile anche nel sito dell’Associazione Firepro insieme ad altri articoli tecnici al seguente link: Downloads – Associazione FirePro
RIFERIMENTI
Lettera Circolare del Ministero dell’Interno n. 5043 del 15 aprile 2013 “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili”
Decreto Ministeriale 3 agosto 2015 ss. mm. ii. e RTV 13
Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaici. MINISTRO dell’Interno NOTA 01/09/2025, n. 14030
High Rise Buildings with Combustible Exterior Wall Assemblies: Fire Risk Assessment Tool – NFPA – Febbraio 2018 [https://www.nfpa.org/education-and-research/building-and-life-safety/code-requirements-for-exterior-walls-containing-combustible-components]
CAPPOTTO SICURO Come progettare edifici con isolamento a cappotto riducendo il rischio di incendio? - IDM SÜDTIROL [https://www.cappottosicuro.it/]
Fire Risk Appraisal of External Walls and Cladding of Flats - PAS 9980 – BSI [https://www.bsigroup.com/en-GB/insights-and-media/insights/brochures/pas-9980-fire-risk-appraisal-of-external-walls-and-cladding-of-flats/]
Associazione FirePro – Downloads: Downloads – Associazione FirePro