
Dalla progettazione all'installazione di barriere intumescenti di facciata

Per proteggere un edificio in caso di incendio è fondamentale progettare correttamente lo schema dei compartimenti resistenti al fuoco, con l’obiettivo di consentire, circoscrivendo l’incendio per un dato periodo, sia l’evacuazione degli occupanti che l’intervento delle squadre di soccorso. Il suddetto schema di compartimenti è essenziale sia quando si parla degli spazi interni dell’edificio (delimitati da pareti e solai resistenti al fuoco) che quando si ha che fare con il suo involucro esterno.
La ‘pelle’ esterna, difatti, mettendo in comunicazione tutti i piani di un edificio, rappresenta una via preferenziale per la propagazione dell’incendio. Motivo per cui occorre realizzare compartimenti resistenti al fuoco anche in facciata, grazie all’installazione di “setti” tagliafuoco. Questi potranno essere:
- orizzontali, in corrispondenza dei solai, per evitare la propagazione da un piano all’altro lungo la facciata;
- come cornice intorno alle aperture, per evitare la rottura degli elementi vetrati e la propagazione del fuoco verso l’interno;
- se le dimensioni della facciata lo richiedono, verticali per segmentare in più aree anche i compartimenti al piano.
Ed è proprio con l’intento di sposare questa logica progettuale che le imprese Progest e Rizzani de Eccher si sono rivolte agli specialisti antifuoco di Hilti, in occasione del progetto del condominio di via Faliero a Verona.

Si tratta di un complesso condominiale composto da 16 piani fuori terra, che ospita all’incirca 100 unità abitative, e rivestito da una facciata ventilata realizzata mediante pannelli a cassette metalliche.
Tra le attività preliminari svolte dagli ingegneri di Hilti, ci sono stati un sopralluogo in cantiere e la presa visione dei dettagli tecnici di progetto. Raccogliere queste informazioni ha permesso ai nostri esperti di presentare al meglio la soluzione antifuoco certificata “Hilti Firestop Cavity Barrier” e studiare insieme ai clienti il corretto posizionamento delle barriere intumescenti lungo la facciata.
Cosa ancora più importante, introdurre la soluzione Hilti Firestop Cavity Barrier ha consentito ai progettisti di rispondere pienamente ai requisiti normativi in vigore, rappresentati dalla recente Regola Tecnica Verticale 13 del Codice di prevenzione incendi denominata “Chiusure d'ambito degli edifici civili”.
I requisiti della nuova RTV13 “Chiusure d’ambito degli edifici civili”
La RTV 13: “Chiusure d’ambito degli edifici civili” è stata introdotta dal D.M 30/03/2022 ed è entrata in vigore il 7 luglio 2022, fornendo nuove misure per la sicurezza antincendio di facciate di edifici con altezza antincendio maggiore a 12 m, con il fine di limitare la probabilità di propagazione d’incendio attraverso le chiusure d’ambito.
Il primo passaggio per la definizione della corretta strategia antifuoco per facciate è studiare in quale categoria ricade l’edificio: all’interno della regola tecnica gli edifici vengono classificati in tre diverse categorie (SA; SB; SC) in funzione di vari parametri, tra cui l’altezza dell’edificio, l’affollamento complessivo e il profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana (Rvita)
In funzione della categoria corretta, vengono poi fornite indicazioni in merito alla reazione e resistenza al fuoco dei vari componenti, e della compartimentazione che deve essere garantita al fine di limitare la propagazione delle fiamme.
Per esempio, il progetto in oggetto ricade in una categoria superiore a SA perché presenta un’altezza maggiore di 12 metri e un affollamento superiore ai 300 occupanti.
Il secondo passaggio è identificare la tipologia di facciata in esame, prima di tutto valutando se sia presente un’intercapedine e se in quest’ultima vi circoli aria (meccanica o naturale), se vi siano giunti/griglie che si aprono in caso di incendio e se nell’intercapedine sia consentito il passaggio di occupanti.
Definito la categoria della facciata ventilata è possibile vedere le prescrizioni correlate al paragrafo V13.4.2.3 della normativa.
Nel caso in esame, si ricade nella casistica di “Facciata non ispezionabile con pelle esterna chiusa”, quindi una facciata in cui è presente un’intercapedine ventilata, in cui non è consentito il passaggio di persone e in cui non vi sono giunti o griglie.

Tabella V.13-2: Caratteristiche di resistenza al fuoco per facciate a doppia pelle ventilate – RTV 13
Nel progetto in esame quindi, identificato l’edificio e la facciata, le indicazioni da normativa prevedono che l’intercapedine venga interrotta in corrispondenza di ogni piano con setti di compartimentazione E 30 o E60
La scelta del prodotto corretto: Hilti CP 674V e CP 674NV
I prodotti conformi utilizzati sono stati le barriere intumescenti orizzontali Hilti CP 674V e verticali Hilti CP674 NV, entrambi realizzati in lana minerale con all’estremità un elemento intumescente che si espande in caso di incendio e che permettono di garantire fino a 60 minuti di integrità al fuoco e 30 minuti di isolamento. In aggiunta, entrambi sono stati testati secondo lo standard di test TGD 19, redatto dall’Associazione britannica for Specialist Fire Protection (ASFP).

In particolare:
- La barriera CP 674 V (ventilata) è stata utilizzata per la realizzazione della compartimentazione orizzontale, installandola in corrispondenza degli elementi marcapiano resistenti al fuoco. Il prodotto è stato testato in modo che la striscia di materiale intumescente esterna si espanda fino a 25 mm solo in caso di incendio, permettendo quindi, in condizioni normali di funzionamento, che l’intercapedine rimanga libera e che la ventilazione sia garantita.
- La barriera CP 674 NV (non ventilata) è stata utilizzata per la realizzazione della compartimentazione verticale. Il prodotto, come il CP 674V, presenta una striscia di materiale intumescente nella parte esterna che espande quando soggetta al fuoco, ma, in aggiunta, ha anche una spugnetta che permette di assorbire eventuali difformità dell’involucro, consentendo un’installazione più facile e precisa. La barriera quindi, installata in verticale, non impedisce la ventilazione dell’intercapedine.
Entrambe le barriere sono molto semplici e veloci da installare, grazie all’utilizzo di staffe in acciaio inox già presenti in confezione, che vengono distribuite lungo tutta la lunghezza delle stesse.
L’installazione delle barriere intumescenti Hilti in corrispondenza dei setti di compartimentazione e l’aggiunta di queste ultime intorno al perimetro delle finestre, ha permesso alle imprese Rizzani de Eccher e Progest di realizzare un edificio sicuro e rispondente al 100% a tutti i requisiti riportati nella RTV13 del Codice di prevenzione incendi.
Per contattare il nostro team di esperti, è possibile mandare una e-mail all’indirizzo: tecnici@hilti.com
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